“Dorama-sensei” insegna: i contatori

Nihonjin no shiranai nihongo

Ciao a tutti! Benvenuti al primo articolo dedicato al dorama 日本人の知らない日本語 (Nihonjin no shiranai nihongo, traducibile in, anche se non letteralmente, “Il giapponese che [anche] i giapponesi ignorano”), che potete trovare facilmente su YouTube. Puntata per puntata ne approfitteremo per imparare sia la lingua giapponese sia elementi di cultura e vita quotidiana molto particolari (dagli utensili da cucina al business legato al gioco d’azzardo della yakuza). Detto questo, cominciamo!

I contatori
物の数え方 (mono no kazoekata, ossia “la maniera di contare le cose”)

I contatori, o classificatori, sono esattamente questo: il modo in cui si conta in giapponese. In breve, a seconda delle caratteristiche di ciò che si vuole contare si usano parole specifiche, divisibili in categorie come: esseri viventi, persone, oggetti lunghi, sottili, macchine, e così via.
Non potendo elencarli tutti in questo articolo, vi lascio il link ad un sito dove potete trovare tutti, o quasi, i contatori giapponesi.

Dopo questa sintetica ma spero chiara premessa, vi mostrerò alcuni classificatori rifacendomi alla prima puntata del dorama.

Haruko-sensei (春子先生, ovvero la professoressa Haruko) inizia spiegando che le cose lunghe (cannucce, carote, e simili) si contano con 本 (hon): 一本, 二本 (ippon, nihon), eccetera, mentre se si tratta di animali si usa 一匹 (ippiki) perché sono esseri viventi. Per cui, come le fa notare uno studente, 匹 (hiki) si usa anche per animali piccoli come i cani, mentre per quelli grandi come elefanti o cavalli si usa 一頭 (ittou).

Un modello di Mobile Suit Gundam

Poi arriva il primo quesito che la mette in difficoltà: come si conta nel caso di モビール・スーツ (Mobiiru Suutsu, vedi immagine)? Per fortuna interviene Takasu-sensei (il professor Takasu), che la sta seguendo in questa lezione-prova, dicendo che si usa 一機, 二機 (ikki, niki), come per le tutte cose meccaniche. Per maggior sicurezza ho chiesto anche su Italki (una comunità molto utile per imparare le lingue) come si contano, e c’è chi dice che si può usare: 一体, 二体 (ittai, nitai), eccetera. Ma probabilmente sono corretti entrambi.

Altra eccezione: le persone si contano con 一人, 二人, 三人 (hitori, futari, sannin), e così via, ma una delle allieve corregge Haruko-sensei mostrandole che sul dizionario vi è riportato anche: 男一匹 (otoko ippiki). Haruko-sensei resta allibita a tal punto che può solo esclamare: 本当だ! (“Hontou da!”, ovvero “Davvero?!”).
Anche per sbrogliare questa domanda ho fatto ricorso a Italki, e mi è stato spiegato che 男一匹 (otoko ippiki) indica precisamente una persona adulta e responsabile delle proprie azioni, ma nel linguaggio quotidiano si usa davvero raramente.

Per finire, il colpo di grazia alla credibilità di Haruko come insegnante lo dà il “tonno”: uno zelante studente cinese si alza e chiede 鮪も一匹 (“Maguro mo ippiki?”, ovvero “Anche il tonno si conta con ippiki?”), lasciandola basita. Per fortuna, o no, interviene di nuovo Takasu-sensei, ma guardate quanti diversi contatori elenca solo per il “tonno”:

  1. quando sguazza vivo e vegeto nel mare, 一匹 (ippiki);
  2. quando abbocca alla lenza e viene preso, 一本 (ippon);
  3. quando vengono tolte pelle, lische, testa e coda, ma il pesce è ancora un pezzo unico, 一丁 (icchou);
  4. quando questo pezzo unico è tagliato in fette ancora abbastanza grandi, diventa 一塊 (hitokoro), o anche detto ひとかたまり (hitokatamari) e significa “massa, blocco”;
  5. una volta tagliato a fettine sottili invece è 一冊 (hitosaku), il cui kanji si legge anche “satsu” ed è usato per contare i libri e le cose rilegate (anche le riviste);
  6. infine quello che si porta alla bocca, il sashimi in pratica, accompagnato da salsa di soia e/o wasabi (prodotto alimentare, dalla consistenza pastosa, verde e molto piccante, ricavato da un rizoma del ravanello giapponese dal quale prende il nome), diventa 一切れ (hitokire).

Quindi, mi raccomando, non sottovalutate i contatori!
Può sembrare banale, ma usarli correttamente è molto difficile. Ricordatevi anche di fare attenzione alla posizione che occupano all’interno della frase: con i verbi di esistenza ある (aru) e いる (iru), per esempio, il contatore va dopo la particella が (ga), quindi:

a) ここに辞書が三冊ある。
Koko ni jisho ga sansatsu aru.
Qui ci sono tre dizionari.

b) 部屋の中に学生が八人いる。
Heya no naka ni gakusei ga hachinin iru.
Nella stanza ci sono otto studenti.

(Esempi citati da Grammatica di giapponese moderno, di Yoko Kubota)

Per concludere, ecco al volo due video per alleggerire lo studio dei contatori.
https://www.youtube.com/watch?v=C8EddDEZDL0
https://www.youtube.com/watch?v=h__fBCmEgHQ

Le vostre opinioni sono sempre ben accette, quindi commentate pure qui sotto! Se avete dubbi, domande o proposte, scrivete pure all’indirizzo itappon@gmail.com, con oggetto “contatori” o “classificatori”.

Grazie di aver letto!

Enrica

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