Il kotowaza della domenica – 4

Mentre il mio cane dorme ai miei piedi, pesco il bigliettino di oggi………

出る杭は打たれる(でるくいはうたれる、deru kui ha utareru)。

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Ecco un kotowaza molto interessante! Letteralmente dice che il palo che sporge sarà quello che verrà battuto. Immaginatevi di fare una fila di pali, tutti della stessa altezza, ma controllando il vostro lavoro notate che uno di essi è più alto degli altri. Cosa fate? Prendete il martello e colpite il palo impiantandolo meglio nella terra in modo tale che sia allo stesso livello degli altri.

Leggendo vari articoli e post in giro per la rete, ho notato che c’è una tendenza a interpretare questo kotowaza esclusivamente come un obbligo sociale all’omologazione, ovvero tutti devono essere uguali. In realtà, ha due chiavi di lettura.

Da una parte, mette in guardia chi si distingue dal gruppo, per una propria particolarità, dicendogli che sicuramente sarà oggetto di critiche e di invidia. Insomma, se canti fuori dal coro verrai subito preso di mira perché non sei uguale alla massa. Io non leggo in questo kotowaza una condatta a chi si distingue, al “diverso”, ma piuttosto un dato di fatto, ovvero che se non sei uguale al gruppo, quest’ultimo ti esclude o ti critica o ti invidia. 65c3b3bd1a54117d562452c9a5e63ee0_7a97abce8b09202b4bf2a34b6dca6d43Alcuni hanno fatto seguire al kotowaza la seguente frase: 「出過ぎる杭は打たれない(desugiru kui ha utarenai)」, il palo che sporge troppo non viene battuto/colpito. Qui si fa un appello allo spirito delle persone-kui: anche se ti criticano, continua a essere ciò che sei e a distinguerti perché prima o poi, non trovando un modo per abbatterti, le persone che ti trattano male finiranno con il stancarsi, non noteranno più la tua “particolarità” e ti lasceranno in pace. In poche parole (madre docet): “fregatene di quello che dicono gli altri!”.

Dall’altro verso, questo kotowaza redarguisce chi si vuole mettere in mostra per le proprie capacità, chi, insomma, pecca di modestia: se ti comporterai in questo modo verrai trattato con freddezza o addirittura odiato. Provate a pensare a un coro nel quale canta un soprano particolarmente virtuoso. Si sa che nei cori tutti i cantori sono importanti in egual misura e la cosa più importante è che il canto esca e giunga all’ascoltatore come un’unica armoniosa e fluida voce. Durante un concerto, il virtuoso soprano decide di voler far colpo sul pubblico facendo notare quanto è bravo e quindi inizia a cantare più forte degli altri e ad aggiungere gorgeggi e altro nel brano. Risultato? Il lavoro del coro viene rovinato, il pubblico sente solo una voce che non sa controllarsi e al direttore viene un attacco isterico.

Il proverbio che viene usato come simile per significato è, secondo il mio dizionario, “a caval che meglio tira, toccan le peggiori scudisciate” (a dire il vero, non l’ho mai sentito…). In inglese mi vengono suggeriti: “tall trees catch much wind” e “envy is the companion of honour”.

Ho trovato in giro lo stesso kotowaza con gli stessi kanji (=sinogrammi) ma con la lettura di “kui” e la sua traduzione errati. 杭 si legge “kui” e vuol dire “palo” o “picchetto”, e non “kugi” che in giapponese si scrive 釘 e significa “chiodo”. Il significato non cambia ma volevo fare solo un po’ di chiarezza.

E con questo passo e chiudo. Buona domenica a tutti!

Chiara

PS: le immagini sono tratte da questo post a mio avviso molto bello e motivante (in giapponese).

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