L’ofuro

Se siete affascinati dalla cultura giapponese, avrete sicuramente sentito parlare del bagno giapponese o anche ofuro (お風呂、おふろ). Ma sapete come è entrato a far parte della cultura giapponese, qual è la sua storia e il suo significato, come e quando viene utilizzato e i luoghi in cui potete trovarlo? Ebbene, in questo articolo, cercherò di mettere un po’ di chiarezza su questi aspetti. ^^

L’ofuro è una struttura utilizzata non solo come vasca per il bagno caldo (l’uso più comunemente conosciuto), ma anche come asciugatoio per essiccare la pianta della lacca del Giappone adoperata per decorare gli oggetti laccati.

komyo
Pratica del Seyoku

Originariamente in Giappone grazie all’influenza delle tradizioni shintoiste, si poteva assistere al misogi, uno dei tipi di rito della purificazione che si svolgeva nei fiumi o sotto le cascate. Quando il buddhismo è stato importato nell’arcipelago giapponese, sono state costruite delle strutture dette yudou (湯堂、ゆどう) o yokudou  (浴堂、よくどう) dove poter svolgere il rito della purificazione. Inizialmente, erano usate esclusivamente dai monaci e dalle monache; con l’avvento del buddhismo è stata, tuttavia, promossa una nuova pratica, il seyoku (施浴、せよく): questa era rivolta alle persone comuni, con lo scopo di invitare la fortuna a scacciare le malattie dal corpo di tutti coloro che avrebbero praticato questo tipo di rituale. Tra i tempi buddhisti più famosi per questa pratica ricordiamo l’Hokkeji, a Nara, fondato dall’imperatrice Koumyou Kougou nell’anno 745.

A quel tempo, il bagno non consisteva nell’immergersi nell’acqua calda, ma piuttosto si immergevano piante medicinali nell’acqua e il vapore che veniva prodotto si inspirava, come una sorta di sauna moderna. Il termine ofuro nel tempo è andato quindi ad indicare non più la stanza dove inspirare i vapori curativi, ma più essenzialmente la vasca da bagno dove immergere il corpo in luoghi quali per esempio gli yuya (湯屋、ゆや), i bagni pubblici, e gli yudono (湯殿、ゆどの), i bagni appositi per i nobili.

Nel periodo Heian (794-1185), anche all’interno delle residenze della Corte Imperiale si iniziano a vedere queste stanze in stile “sauna”, caratterizzate da un livello maggiore di manifattura. Persino nella letteratura cominciano ad esserci tracce dell’ofuro: pensate ad esempio al Makura no sōshi (枕草子) scritto tra l’anno 990 e il 1000. Gradualmente, il significato religioso è andato via via scemando, fintanto che sia dal punto di vista igienico sia da quello del divertimento, le tinte e i colori sono diventati sempre più forti.

Non si sa esattamente quando la pratica iniziale in stile sauna sia diventata quella che tuttora si conosce, insomma il classico immergersi nella vasca da bagno piena d’acqua calda. Sembra che l’abitudine degli antichi di lavarsi in una tinozza si sia poi fusa con quella dell’utilizzo della stanza in stile sauna. Il momento in cui questo modo di fare il bagno si è generalizzato è agli inizi del periodo Edo (1603-1868), quando fa la sua apparizione il todanaburo (戸棚風呂、とだなぶろ), un tipico bagno pubblico di quest’epoca in cui ci si poteva lavare solo la metà inferiore del corpo. Sarà circa una decina di anni dopo che sarà possibile lavare l’intero corpo all’interno degli ofuro.

Esistono diversi generi di ofuro. Qui vi elenco quelli più conosciuti.

  • Mushiburo (蒸し風呂): bagno in cui si fa riposare il corpo nel vapore; corrisponde alla sauna e al bagno turco.
  • Iwaburo (岩風呂) o Ishiburo (石風呂): è un tipo di mushiburo che si trova prevalentemente delle coste del Mare Interno del Giappone.
  • Kamaburo (釜風呂): è un tipo di mushiburo che si è diffuso nelle zone interne dell’arcipelago giapponese.
  • Goemonburo (五右衛門風呂) : è un tipo di ofuro giapponese che presenta una vasca riscaldata direttamente dalla fiamma sottostante; chi usufruisce di questo tipo di ofuro, usa un coperchio in legno galleggiante su cui si siede facendolo affondare e lasciando allo stesso tempo spazio sufficiente al bagnate per non bruciarsi; il nome di questo tipo di ofuro deriva dal nome del ladro Ishikawa Goemon, che era stato bollito in una di queste tinozze.
  • Doramukanburo (ドラム缶風呂): è una sottospecie di goemonburo, costruita però con un bidone;
  • Teppouburo (鉄砲風呂): è una tinozza ellittica mediamente grande costruita con il legno di cipresso a cui è collegata una stufa e una canna fumaria che riscaldano l’acqua al suo interno.
  • Yunittobasu (ユニットバス): è la “cellula bagno”, la vasca costruita in fabbrica per essere poi inserita nelle case comuni.
  • Funryuushiki awaburo (噴流式泡風呂): è la cosiddetta vasca ad idromassaggio.
  • Mizuburo (水風呂): è la vasca che contiene acqua fredda utilizzata molto spesso d’estate o quando si esce dalla sauna per reidratare il corpo.
  • Rotenburo (露天風呂): ofuro che si trova all’esterno, circondato da rocce e spesse volte coperto da una tettoia (per il suo utilizzo anche in caso di pioggia e di neve).

Questi sono solo i tipi di ofuro più conosciuti in Giappone. Io ho avuto modo di provare il mushiburo, iwaburo, il funryuushiki awaburo, il mizuburo e il rotenburo, e ovviamente lo yunittobasu (la vasca che avevo in stanza quando stavo in dormitorio! XD). Voi invece cosa avete provato? Quale vi è piaciuto di più, quale consigliereste? ^^

Fra

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