Zotto suru: tremare di paura

L’espressioneぞっとする “zotto suru” si usa per esprimere uno stato d’animo di paura e terrore. Ma letteralmente significa tremare, rabbrividire, e pare che l’espressione derivi dall’usanza giapponese di trascorrere le afose giornate estive (in cui caldo umido è veramente insopportabile), raccontandosi storie dell’orrore per “raffreddare la temperatura”. Anche in televisione, durante il periodo estivo, vengono trasmesse numerose di queste storie.

Dunque, gli allievi di Haruko-sensei le  chiedono insistentemente di cimentarsi in uno di questi racconti, anche perché il condizionatore dell’aula è guasto e i ventagli non bastano a combattere l’afa. La storia scelta da Haruko, molto famosa in Giappone, si intitola: 耳なし方一 (Mimi nashi Hoichi, Hoichi il senzaorecchie).3.png

Per come la racconta Haruko, la storia parla di Hoichi, un suonatore errante di biwa*, il quale, una notte, mentre era solo, udì un rumore di passi proveniente da chissà dove (ガチャンガチャンgachan gachan, è l’onomatopea usata da Haruko per descriverne il suono, ossia clang clang). Erano i fantasmi di alcuni samurai che si avvicinavano, cercando Hoichi.

L’unico punto del suonatore di biwa a non essere coperto da sutra buddhisti, erano le orecchie. Così, ciò che i fantasmi videro furono due orecchie che fluttuavano da sole nell’aria. Dunque le afferrarono e… le strapparono!

Ma, tutt’altro che impressionati, gli studenti rivolgono a Haruko domande molto critiche: il titolo non dovrebbe essere 耳あった方一 (mimi atta Hoichi, ossia Hoichi che aveva le orecchie), invece di Hoichi senzaorecchie, che fa pensare al suonatore come già senza orecchie fin dall’inizio? Oppure, visto che si sono dimenticati di scrivergli i sutra sulle orecchie, non dovrebbe essere書き忘れ方一 (kaki wasure Hoichi, Hoichi che si è scordato di scrivere)? “Così sembra soltanto un tizio sbadato!”, replica Haruko. Ma la critica dei suoi studenti è spietata, e la storia finisce per essere ribattezzataうっかり方一 (Ukkari Hoichi), ossia Hoichi lo sbadato. O, come suggerisce a ruota un’altra studentessa, うっかり八兵衛 (Ukkari Hachibe), protagonista di una serie televisiva di ambientazione storica, che si svolge nel periodo Tokugawa.

Così, quella che doveva essere una storia terrificante, finisce per annoiare tutti e lasciarli increduli che possa finire semplicemente così.2.png

D’altra parte, come Haruko stessa aveva spiegato all’inizio, “zotto suru”, se usato al negativoぞっとしない (zotto shinai), si usa per indicare una cosa poco impressionante e quindi per nulla interessante.

*Il biwa è uno strumento a corde come quello che vedete in fotobiwa

Enrica

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