Un’esperienza indimenticabile (PARTE 3)

Il clima che si respirava all’interno dell’università era molto positivo: sempre in compagnia, avevo modo di giostrarmi i momenti di studio con i momenti di svago. Non si era mai solo tutti italiani, ci si poteva confrontare con persone di altre nazionalità e altre lingue. Io, a mio malgrado, non sapendo parlare bene l’inglese parlavo esclusivamente in giapponese, ma devo dire che mi è servito tantissimo per imparare a destreggiarmi in ambiti che normalmente non si toccano nelle conversazioni che si tengono in classe.

parte 32 teglia di gnocchi al ragù.jpg
Teglia di gnocchi al ragù (e che buoni!!!)

Ovviamente, dato che a noi italiani piace mangiare bene, ci siamo dilettati anche in festini a tema italiano: gnocchi al ragù, insalate di riso,insalate di pollo, pizze, crostate di frutta, e l’immancabile caffè e ammazza caffè. Già, non ci facevamo mancare proprio nulla! (….l’hanno visto anche i miei pantaloni, in cui alla fine dell’anno in Giappone facevo fatica ad entrare… XD)

Ho studiato molto, ma come ogni bravo studente c’è necessità ogni tanto di un deterrente per lo stress che lo studio ci fa accumulare. Pensa e ripensa, alla fine ho optato per il club di tennis dell’università. Persone favolose, tutte molto simpatiche, gentili e sempre disponibili a spiegarmi quando non riuscivo a capire. Mi sono divertita tantissimo e posso dire, dopo ben 7 anni, di aver ripreso in mano una racchetta. Non è che prima fossi chissà quanto brava, però alle superiori nelle ore di ginnastica avevamo sempre optato per fare tennis e su 5 anni 3 abbiamo praticato (molto superficialmente) questo sport che ho riscoperto a dir poco positivamente.

parte 3 festa di benvenuto all'università
Festa di benvenuto all’università

Certo, essere l’unica ad avere 26 anni in un club sportivo che ha una media di 20 anni, fa la sua differenza, soprattutto se non sei abituata a spingerti fisicamente fino al tuo limite. Bhè, fare 3 giorni settimana un allenamento di 3 ore, poteva essere un po’ un segnale di allarme, ma che volete che vi dica? XD Avevo voglia di muovermi, e di farlo all’aperto e fare tennis mi sembrava il modo migliore per giungere al mio scopo. Mi sono divertita tantissimo, ma da brava mi sono mi sono procurata un’infiammazione al tendine della mano destra. E da quel momento è stata un po’ la storia infinita: vai al centro medico dell’università che ti indirizza ad una clinica ortopedica; vai in questa clinica che ti dà antinfiammatori, antidolorifici a manetta ma, nonostante questo, il dolore -anche se non forte come all’inizio- perdura; vai allora in un altro ospedale in cui si trova uno specialista dei dolori alla mano, ma anche qui poco niente. Insomma, alla fine devo ancora capire come far passare il male alla mano, ma se penso alle tantissime persone con cui ho potuto stringere amicizia e che ho potuto conoscere, credo che comunque ne sia valsa pienamente la pena!

Continua…

Fra

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