Quale letteratura?

“Mi piace la letteratura giapponese!”, “Com’è la letteratura giapponese?”,
“Mi parli della letteratura giapponese?”

Chi ha studiato lingua e cultura giapponesi, ha sentito spesso e volentieri frasi e domande di questo genere.

“Letteratura giapponese” è un termine vago e comprende ogni forma di letteratura di ogni periodo storico del Giappone. Negli ultimi decenni, nello scenario letterario Occidentale si sono affacciati alcuni scrittori giapponesi che hanno avuto in brevissimo tempo un grande successo. Tre nomi fra i tanti: Mishima Yukio, Yoshimoto Banana e Murakami Haruki.

Ovviamente sono state pubblicate molte altre opere di diversi scrittori, ma senza dubbio l’idea che molti si fanno della letteratura giapponese si basa in special modo su questi autori e sui loro lavori. In questo modo, si rischia di avere una visione limitata della cultura e della letteratura giapponese: in realtà, i generi letterari sono molteplici e bisogna considerare l’excursus storico del Giappone.

Riflettendo su ciò, ho deciso di rispolverare le mie conoscenze apprese durante i vari corsi di letteratura giapponese che ho seguito all’Università.

Sintetizzando al massimo, la letteratura giapponese (日本文学 – Nihon Bungaku) viene suddivisa in 3 grandi gruppi, che a loro volta racchiudono moltissimi generi:

  • Letteratura classica: copre un periodo che va dal VIII secolo d.C. fino alla fine dell’epoca Tokugawa/Edo (1868);
  • Letteratura moderna (近代文学 – Kindai Bungaku): va dal 1868 (Restaurazione Meiji) al 1945;
  • Letteratura contemporanea (現代文学 – Gendai Bungaku): si riferisce all’epoca contemporanea, ovvero dal 1945 a oggi.

Soffermiamoci, inoltre, sulla visione della letteratura giapponese moderna e contemporanea in Italia. Mi è stato detto spesso che “la letteratura giapponese non è altro che una scopiazzatura dei movimenti letterari occidentali”. Secondo uno studioso giapponese (Konishi Jin’ichi) la cultura giapponese è come una “combinazione chimica” di elementi stranieri e di quelli indigeni, che si miscelano per ottenere un equilibro variabile nelle diverse epoche storiche.
Questa definizione è alla base della prima delle 4 linee generali della storia culturale giapponese che vorrei esporvi.

Storia della letteratura giapponese

La storia culturale giapponese è segnata dal rapporto tra il Giappone e l’Altro, ovvero il resto del mondo. L’evoluzione di tale rapporto viene influenzata da alcuni discrimini storici:

  • la fase iniziale di influssi cinesi, coreani e indiani in cui fa il suo ingresso, nel VI sec. d.C., il Buddhismo in una forma già rielaborata dalla cultura cinese;
  • il 1500 dove ci sono i primi e brevi contatti con l’Occidente con l’arrivo dei portoghesi, degli spagnoli, degli olandesi e dei primi missionari cristiani;
  • il 1868, nascita del periodo Meiji (1868-1912), il Giappone si apre all’Occidente dopo ben due secoli di quasi totale isolamento dovuto alla politica sakoku (Paese chiuso) esercitata in gran parte del periodo Tokugawa/Edo (1603-1867) e che incominciò a scemare, fino a scomparire del tutto, già intorno al 1730-1750, periodo di passaggio fra le due fasi dell’epoca;
  • il 1945 finisce la Seconda Guerra Mondiale e il Giappone ne esce sconfitto con una conseguente occupazione da parte degli americani;
  • gli anni Novanta, con la caduta del muro di Berlino e la fine della guerra fredda, il Giappone entra a far parte del meccanismo della globalizzazione.

I primi due momenti storici influenzano la letteratura classica, mentre gli ultimi tre influiscono su quella moderna e quella contemporanea. Gli elementi stranieri vengono assimilati a quelli pre-esistenti nella cultura giapponese, raggiungendo, così, un equilibro che prevede degli elementi di continuità della componente autoctona che si conservano nella storia come tradizioni culturali (che possono essere simboli, luoghi, temi, generi o opere stesse).

Nagai Kafu

Esempio: Nagai Kafu (1879-1959). Dopo aver vissuto in America e in Francia, tra il 1903 e il 1908, ritorna in Giappone rinchiudendosi in un mondo fatto di tradizioni e arte per evadere dalla modernizzazione e per riassumere il doloroso conflitto fra tradizione e modernità. In questo periodo romantico e nostalgico scrive alcune delle sue più famose opere che introducono il tema della visita ad un 名所 – meisho (luogo famoso) e che appartengono al genere letterario dei resoconti di viaggio, entrambi elementi della letteratura classica.

La storia di Genji, Murasaki Shikibu

Altro esempio: Genji Monogatari (La storia di Genji, il principe splendente) scritto da Murakami Shikibu intorno al 1008. E’ riconosciuto come parte fondamentale di tutta la letteratura giapponese dopo la seconda metà del X secolo. Quest’opera viene letta da tutti i giovani giapponesi e lascia in loro il segno. Molti autori, anche appartenenti alla letteratura contemporanea, tornano a citare non solo il libro, ma anche frasi in esso contenute e usare i suoi personaggi come esempi di virtù e difetti.

Indubbiamente, gli eventi recenti che hanno colpito il Giappone (es. il terremoto del Tohoku del 2011 e il conseguente disastro alla centrale nucleare di Fukushima) hanno influenzato nuovamente la letteratura giapponese contemporanea.

Metodo

Per leggere la letteratura giapponese in Occidente ci si deve porre nella prospettiva detta “noi e gli altri” dove l’altro è, in questo caso, il Giappone e che serve per evitare di cadere nell’universalismo e nel particolarismo. Per “particolarismo” si intende una cultura che si ritiene unica al mondo, particolare e inimitabile. “Universalismo” è una cultura che si propone come modello di sviluppo unico e applicabile a tutte le altre culture.

Se un lettore appartenente al gruppo di paesi con una cultura universalistica legge un testo giapponese (il Giappone fa parte del gruppo con una cultura particolaristica), prova un senso di non-familiarità e per ristabilire l’equilibro che si è rotto, sfrutta 2 strategie:

  • addomesticare il testo straniero forzando ciò che è diverso, non-familiare e riducendone il contenuto;
  • enfatizzare le particolarità di una cultura fino a considerarla impenetrabile. Se il tentativo di ricondurre il testo nelle nostre categorie fallisce, si tende a definirlo “esotico” o “inferiore”.

Per superare questa contrapposizione tra universalismo e particolarismo, la soluzione è leggere la letteratura giapponese adottando i loro generi e le loro categorie, svilppando una maggiore conoscenza della tradizione e della storia della letteratura del Giappone.

Periodizzazioni

E’ difficile dare una periodizzazione storica delle varie correnti letterarie. Per quella classica si preferisce suddividere la storia letteraria secondo i periodi storici, quali Nara, Heian, Kamakura e via dicendo.

Mentre per la letteratura moderna e contemporanea il discorso è molto più complesso. Con l’apertura del paese nel 1868, e nel periodo successivo, vengono importate molte delle correnti letterarie, come il Romanticismo e il Naturalismo, che si erano già affermate in periodi specifici in Occidente, soprattutto in Europa. L’arrivo di così tanti movimenti letterari in brevissimo tempo, provoca una sovrapposizione dei generi che in Giappone prima vengono studiati e tradotti e successivamente vengono assimilati alla cultura tradizionale giapponese.

Esempio: ロマン主義 – Romanshugi. Il Romanticismo, nella seconda fase della sua evoluzione in Giappone, assume degli aspetti tipici e si discosta da quello europeo dando origine al Romanshugi, cioè il romanticismo giapponese. Si creano così due correnti letterarie diverse.

Generi letterari

Le opere delle letteratura classica sono state divise in generi a posteriori poiché in passato l’autore non era consapevole di fare una scelta. I generi letterari classici sono innumerevoli, ma i più famosi sono i monogatari – 物語 (lett. Raccontare delle cose), i nikki – 日記 (i diari) e gli uta monogatari – 歌物語 (racconti dove la poesia è più importante della prosa).

Nella letteratura moderna il più importante è lo shishosetsu – 私小説 (lett. Romanzo dell’io). Per quanto riguarda la letteratura contemporanea è interessante evidenziare l’influenza che hanno avuto i mass media e la tecnologia in ambito elettronico. Infatti, negli anni Ottanta si va incontro ad un fenomeno che vede diventare il libro un modello di identificazione e di omologazione: serve per pensarsi e per immaginarsi. E come tutti i beni di consumo è soggetto ai meccanismi di mercato e di pubblicità. La cosa, però, che differenzia la cultura giapponese dalle altre, in questo caso, è il fatto che anche gli autori subiscono tali meccanismi diventando personaggi pubblici, idoli televisivi, opinionisti volentieri al centro dell’attenzione della stampa. Curano la loro immagine e vengono presi come modelli dai giovani per i quali scrivono. Sono proprio autori come Yoshimoto Banana e Murakami Haruki, ma ne esistono molti altri.

Esempio di netto-shosetsu

Tra le ultime tendenze ci sono anche i libri scritti in internet (ネット小説 – netto-shosetsu) e i romanzi via cellulare (携帯小説 – keitai-shosetsu). Regine di queste tendenze e della maggior parte dello scenario della letteratura contemporanea sono giovani donne che grazie alla loro sensibilità riescono a descrivere in modo realistico i problemi legati alla condizione femminile e all’adolescenza.

Come anticipato, questo è solo un riassunto molto generico di quello che c’è dietro al termine “letteratura giapponese”. In fondo all’articolo, riporto i testi che a mio tempo ho studiato e nei quali troverete un sacco di interessanti informazioni per scoprire questo mondo letterario nipponico.

Chiara

Libri di testo di riferimento:

BIENATI L.; MORETTI L. Lineamenti di storia della letteratura giapponese classica. Dalle origini alla fine del periodo Edo, Venezia, Cafoscarina, 2006

BIENATI L. (a cura di), Letteratura giapponese. Dalla fine dell’Ottocento all’inizio del terzo millennio, TORINO, Einaudi, vol. II, 2005

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