Esperienze da condividere: intervista a Sara

Intervista del 13/04/2013
Video su Youtube


Chiara: Benvenuti alla prima intervista di ITAPPON Project.
La nostra ospite di oggi è…Sara. Piacere Sara! Benvenuta! 🙂 Come stai?

Sara: Ciao Chiara! Tutto bene, tu?

C: Benissimo! 🙂 Abbiamo avuto qualche problema col microfono, ma adesso ci siamo! Sara, 22 anni, è laureata in Lingua e Cultura Giapponesi all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nel 2012, per 3 mesi, ha studiato Giapponese presso la Shibuya Gaigo Gakuin di Tokyo. Ora, vive con il fidanzato a Tokyo e studia alla Akamonkai. Vuoi aggiungere qualcosa alla tua presentazione?

S: No, direi che è perfetta!

C: Bene, allora partiamo! 🙂 Ti faccio una domanda che ti avranno posto in molti e che continuano a ripetere anche a me: come mai hai deciso di studiare giapponese? Da dove è nato questo tuo interesse?

S: Il mio interesse per il Giappone nasce proprio dalla lingua giapponese. La mia tata, quando ero piccolina, era giapponese e ho iniziato ad avere i primi contatti con la lingua in quel periodo. Da allora mi sono appassionata molto al suono e alla lingua giapponese in generale e ho deciso di iniziare a studiarla seriamente.

C: E cosa ti piace di più della lingua giapponese?

S: Direi la grammatica! E la cadenza della lingua.

C: Cosa, invece, ti attira di più della cultura giapponese?

S: Della cultura giapponese il campo che mi attira di più è il campo musicale e ultimamente sto scoprendo anche il campo religioso. E devo dire che non mi dispiace! 🙂

C: Religioso: buddhismo, scintoismo…?

S: Buddhista! Ho avuto l’occasione di avvicinarmi a questo campo durante la stesura della tesi.

C: Musica: tradizionale giapponese, moderna, j-pop…?

S: Di solito dico tradizionale. In realtà, non è solo tradizionale, anche quella moderna. J-pop escluso! 😀 A parte qualche eccezione! 🙂 E’ troppo simile ad una brutta copia della musica degli anni ’90 europea e americana. No, proprio non mi piace!

C: Per imparare la lingua e la cultura giapponesi, hai deciso di andare all’Università e durante il 2012, per 3 mesi, hai studiato a Tokyo, alla Shibuya Gaigo Gakuin. Parlaci un po’ di questa tua esperienza: dove hai vissuto, con chi, com’era la scuola, i compagni, i professori…?

S: Durante quei 3 mesi ho convissuto con altre 3 ragazze, sempre dell’Università Ca’ Foscari. Alla Shibuya mi sono trovata piuttosto bene e il personale è veramente gentile…accogliente…no, come si può dire? 😀

C: Sì, diciamo che…sono calorosi, ecco! 😀

S: Sì, esatto! Come scuola è abbastanza tranquilla. Nel senso che si studia, effettivamente, ma non è troppo rigida. Sono molto flessibili per quanto riguarda gli orari e, eventualmente, le assenze, cosa che nelle altre scuole, invece, non è. In Giappone, le scuole sono normalmente molto severe riguardo le assenze…e ai ritardi!

C: E vivevi in appartamento, giusto? Era comodo, fuori mano…

S: Sì, esatto! Mah…era abbastanza comodo! Prendendo il treno si arrivava a Shibuya in 20-25 minuti.

C: Come passavi il tuo tempo libero?

S: Nel mio tempo libero, a parte visite turistiche varie in giro per i luoghi più importanti e famosi di Tokyo, ogni tanto sono andata a qualche concerto (alle live house) e…per il resto…ero più o meno a casa del moroso! -^^-

C: Domanda che si faranno tante ragazze ascoltatrici, come hai conosciuto il tuo ragazzo?

S: Il mio ragazzo lavora in un conbini (minimarket aperto 24h24; il termine deriva da “convenience store”, in giapponese コンビニエンスストア, “conbiniensu sutoa” n.d.r.) abbastanza vicino alla stazione da cui prendevo il treno la mattina. Ed è capitato varie volte di fare compere nel suo negozio, durante il suo turno, la sera. E niente! Lui mi ha vista, qualcosa lo ha affascinato…non so cosa… 🙂 Una sera stavo tornando a casa, lui stava andando a lavoro. Ci siamo incrociati per strada. Lui mi ha fermato. Io all’inizio non avevo neanche capito chi fosse questo tizio. Mi ha fermato, mi ha lasciato una lettera e poi è scappato via dicendo che doveva andare a lavoro. Io ero là con una mia amica. Questa mia amica l’ha inseguito perché non avevamo proprio capito chi…cioè…lei, la mia amica, più o meno aveva capito chi fosse, mentre io non avevo proprio idea! 😀 Per cui mi ha proprio colpito tantissimo! Poi niente, l’ha inseguito e ha capito di chi era la lettera. E niente, insomma, era la sua e c’era scritto che gli piaceva il mio sorriso. Anzi: “mi piace il tuo sorriso”. In 8 lingue diverse e sotto “se non sei fidanzata…”. E sotto i suoi contatti.

C: Cambiamo tipo di domanda. Io mi ricordo che una delle cose che mi colpì di più mentre ero in Giappone, fu il water super-tecnologico con la musichetta, i 10.000 pulsanti per la potenza e il calore dell’acqua del getto. Nel tuo caso, cosa ti ha colpita di più? Com’è stato il tuo primo impatto con il Giappone?

S: La cosa che mi ha colpito di più sono state sicuramente le jidouhanbaiki (自動販売機), distributori automatici di bibite che si trovano ogni…100-150 metri?! Ed è una comodità! E dispensano anche bibite calde! D’Inverno è bellissimo! 🙂 Per il resto, il primo impatto appena sono arrivata…mi ricordo, ero con mia madre, non è stato per i 3 mesi alla Shibuya! La prima cosa che abbiamo pensato, evidentemente, sia io che mia madre, è stato: “Oddio! Hanno tutti la faccia da giapponese!”. E’ vero! Fa effetto! Già sei abituata a vedere le facce degli europei, appena scendi a Narita inizi a vedere facce tutte giapponesi! Non è un impatto facile! Poi ti abitui, però come primo impatto…

C: Adesso sei di nuovo in Giappone da Gennaio, quindi da 3 mesi circa. Studi alla Akamonkai e vivi in appartamento con il tuo fidanzato. Come ti trovi alla Akamonkai e com’è vivere a Tokyo?

S: Come mi trovo alla Akamonkai… È una scuola molto valida, molto seria. È molto seria, vuol dire però anche che è abbastanza impegnativa. Nel senso che ci sono test, non dico uno ogni giorno, ma…quasi! [test] Di vario tipo! Sì, è un po’ un incubo, per i test e il numero di kanji! Però è indubbiamente una scuola per cui vale la pena spendere i propri soldi, secondo me.

C: E questi sono più bacchettoni rispetto alla Gaigo (Shibuya Gaigo Gakuin)?

S: Sì! Ad esempio, alla Akamonkai, quando decidi di non andare a scuola, hai l’obbligo di avvertire per telefono prima, come una vera scuola giapponese. Alla Shibuya, ad esempio, no! Alla Shibuya se devi stare a casa, stai a casa. Poi c’era comunque un minimo di presenze da fare, però erano molto più tranquilli. Alla Akamonkai appena fai un ritardo ti iniziano a chiedere “perché?”, “per come?”, “Ah! Non farlo più!”. Ieri ho ritardato per andare in banca e…

C: E vivere a Tokyo?

S: Non è male!

C: Quali progetti hai per il futuro?

S: Vorrei continuare a studiare, sicuramente, lingua giapponese. Cosa che sto già facendo. E poi continuare a studiare, possibilmente, anche a livello universitario. Questo, però, è ancora un progetto molto campato in aria…non so ancora bene dove, come…

C: Sempre lì in Giappone, comunque. Non vuoi tornare in Italia…

S: Guarda…ti dico la verità…a me piacerebbe tornare in Italia. A me l’Italia piace molto, forse più del Giappone. Però prima vorrei provare a vivere comunque in una cittadina più piccola, in Giappone. Perché, effettivamente, parlando con vari Giapponesi, anche con mio moroso stesso, con chiunque parli, tutti sostengono che vivere a Tokyo e vivere in una città più piccola è totalmente differente. Che l’accoglienza è totalmente differente, che la gente è totalmente differente. Quindi voglio capire un attimo se quello che a me non fa impazzire è l’ambiente di Tokyo o è un discorso giapponese.

C: Facciamo l’ultima domanda che così poi puoi andare a letto perché in Giappone sono le 2:00 della mattina, quindi immaginatevi quanto sia cotta la povera Sara! 🙂

S: È l’una!

C: È l’una? È l’una! 😀 (Chiara si è dimenticata del cambio dell’ora!!!) E…vuoi lasciare un messaggio ai nostri ascoltatori? Un consiglio, un saluto…

S: Indubbiamente sì, saluto tutti! Consigli… È un consiglio un po’ banale, però riuscire a studiare in Giappone non è una cosa impossibile. Molti la vedono come una cosa assolutamente impossibile, in realtà non lo è! Con un po’ di buona volontà, si riesce senza troppi problemi.

C: Siamo, quindi, giunti alla fine di questa piacevolissima intervista. Purtroppo è giunto il momento di salutarci, così (la) Sara può andare a dormire, a riposarsi. Auguriamo a Sara in bocca al lupo e ti facciamo tanti cari saluti!^^

S: Crepi!^^ Grazie mille! Ciao a tutti!!!

PS: come hanno fatto già molti utenti, potete scriverci per avere maggiori informazioni da parte di Sara.

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