Diario di…Chiara, 27/07/2013

Frammenti di viaggio
Seduta sul terrazzino di camera mia, mentre due case più in là è in atto un trasloco, penso ad un giorno particolare di un viaggio molto importante della mia vita. Non è un post come gli altri e soprattutto non sarà breve.

Maggio 2010 – Golden Week
I miei compagni di corso ed io decidemmo di andare a Tokyo per passare la Golden Week. Noi abitavamo a Hitachi, una città a nord della prefettura di Ibaraki. Anzi, a dire il vero eravamo a Tajiri, un paesino all’interno di Hitachi (ancora più a nord). C’erano il mare, delle belle colline, un karaoke, diversi negozi, molte viuzze da percorrere, tanti posti da scoprire. Chissà cosa c’è ora…
Comunque, durante quella settimana “d’oro” andammo in pullman fino a Tokyo, precisamente a Ueno. Non era la prima volta che facevamo quel tragitto, ma era sempre molto entusiasmante giungere a destinazione. Dormivamo nei manga-net-caffè di Ikebukuro, dove potevamo fare anche la doccia. Era comodo e abbastanza economico…beh! Comodissimo proprio no! I net-caffè hanno i propri pro e contro: la cosa positiva è che hai tutto a portata di mano e paghi per un tot di ore comprendendo anche servizi igienici (toilet, doccia, phon), cuscino, coperta, computer, internet, manga (pareti e pareti di manga…ovunque!!! Un labirinto di manga!!!); la cosa negativa è che se ti becchi lo scompartimento minuscolo con la poltrona…è un po’ difficile riuscire a dormire comodamente (mentre ci sono scompartimenti più grandi con il pavimento fatto a mo’ di poltrona gigante con cuscini e tutto)!

Divago ancora… ah sì! Un giorno mi incontrai con Elisa e insieme andammo a raggiungere la mia amica Sayoko a Shibuya. Ricordo che Elisa arrivò con un vasetto di margherite gialle e quando le chiesi perché ce l’aveva, la risposta fu: “Un tizio mi ha fermata e me lo ha regalato…”. Sayo ed io ci conosciamo da diversi anni e siamo amiche “di penna”. Era andata a Tokyo per un’audizione di canto (allora studiava canto e danza). Quel giorno ci incontrammo a Shibuya e andammo verso lo Yoyogi koen per stare tranquille e chiacchierare con calma (e a giocare a Uno con tanto di penitenze!ù.ù Ho vinto tutte le partite!!!:DDD).

Mentre andavamo in là ci trovammo in mezzo a una festa: c’erano un sacco di gruppi con yukata e vestiti sgarcianti e facce dipinte, che a turno si esibivano ballando sopra o davanti ad un palco. C’era un sacco di gente che assistiva… Sembrava un festival piuttosto interessante e importante, ma nessuna delle tre riusciva a trovare un manifesto o un volantino. C’erano anche delle bancarelle che vendevano takoyaki, okonomiyaki, yakisoba e così via.
Gli eventi estivi di Yoyogi quest’anno sono cominciati il 25 Maggio con il festival di Okinawa. Probabilmente si stratta degli stessi eventi…credo…
Ci facemmo spazio tra la folla di gente e la giungla di obiettivi fotografici che sembravano cannoni, per vedere meglio gli spettacoli. Ne guardammo due, poi decidemmo di spostarci verso l’interno del parco, dove sembrava dovesse fare più fresco (sì, faceva mooolto caldo!!!).

Ricordo bene alcuni particolari di quegli spettacoli: una bambina che si impegnava tantissimo, ma ogni tanto inciampava o rimaneva indietro (e non demordeva!!!^^ Cara!!!); i volti e le espressioni di due ragazzi che sembravano essere in completa armonia con la musica e la danza, quasi immersi in un mondo lontano, felici e carichi di energie.
Mentre ci avvicinavamo al passaggio pedonale per attraversare la strada che ci divideva dal vero e proprio parco, ci imbattemmo in alcuni favolosi murales. Sembravano quadri d’autore! Io mi innamorai di un dipinto molto colorato e bizzarro, con un balena che volava sopra una Tokyo fiorita, mentre alcuni ragazzi planavano con ombrelli variopinti dal cielo, solcato da un arcobaleno.

Tokyo è bella da scoprire, camminando a lungo senza mete precise, quasi con il desiderio di perdersi. Girando di giorno trovi murales, personaggi un po’ bizzarri che ti faranno una proposta di matrimonio o con un abbigliamento e un’acconciatura particolari, spezzoni di scene familiari, mercatini dell’usato con pupazzi, vestiti e chincaglierie varie; di notte, invece, trovi locali rurali (fatti di legno, con panche e tavoli lunghi, sgabelli e sedie pieghevoli sbucati da chissà dove) nascosti sotto i cavalcavia dove tutti sono amici (anche tu che sei appena arrivato e se hai bisogno ti trovano un posto sulla panca in due secondi), band che cantano lungo i marciapiedi cercando la fama e di vendere il loro primo cd.
La Tokyo diurna, la Tokyo notturna: la stessa città, due dimensioni diverse da scoprire.

Chiara

PS: un consiglio: non girate di notte da soli, e soprattutto da sole. E portatevi sempre dietro il passaporto!^^

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